Assegno di inclusione: ecco cosa succede se non spendi tutti i soldi prima della ricarica

Cosa accade se non si spendono tutti i soldi dell’assegno di inclusione? Cosa sapere per non commettere alcun errore.

A partire dal mese di gennaio tante famiglie hanno iniziato a percepire l’assegno di inclusione. La misura ha preso il posto del reddito di Cittadinanza portando in dote delle regole diverse rispetto al precedente beneficio. La misura oggi è pienamente operativa e con il passare dei mesi le famiglie stanno ricevendo il giusto accredito sulla nuova carta. Su quest’ultima vengono accreditate le ricariche mensili del sussidio ma ci sono differenze da conoscere rispetto al reddito di cittadinanza.

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Cosa accade se non si spendono i soldi dell’assegno di inclusione – (Rockforlife.it)

L’assegno di inclusione si lega a dei cambiamenti significativi anche nella modalità di utilizzo. Per questo motivo molti percettori si chiedono cosa succede se non si spendono i soldi presenti sulla carta prima della nuova ricarica: facciamo chiarezza.

Cosa succede ai soldi non spesi dell’assegno di inclusione: la risposta

La conoscenza delle regole inerenti la carta dell’assegno di inclusione consente di utilizzare la misura nel migliore dei modi. Per quanto riguarda i soldi non spesi prima della nuova ricarica si segnala un’importante differenza rispetto al reddito di cittadinanza.

Saldo assegno inclusione
L’importo della carta dell’assegno di inclusione può non essere speso prima della successiva ricarica – (Rockforlife.it)

I fondi ricevuti per l’assegno di inclusione non devono necessariamente essere spesi prima della successiva ricarica. Quanto stabilito va nella direzione opposta rispetto al principio applicato per il reddito di cittadinanza. Infatti, a differenza di quest’ultima misura, la mensilità dell’assegno non ha scadenza e può essere accumulata sulla carta.

Questa importante novità introduce un principio di flessibilità decisamente utile per le famiglie che prevedono di dover sostenere spese più alte nei prossimi mesi e, quindi, decidono di limitare le spese attuali.

Il vincolo imposto dal reddito di cittadinanza di spendere la singola mensilità è stato eliminato, anche effettuando acquisti non necessari per non ricevere sanzioni. Prima i beneficiari del sussidio rischiavano riduzioni percentuali sulle mensilità future se non utilizzavano l’intero saldo prima della successiva ricarica.

Per quanto riguarda la quota della misura prelevabile in contanti non ci sono state modifiche. L’importo dell’assegno di inclusione, infatti, può essere speso totalmente attraverso l’utilizzo elettronico della carta, ma solo una parte può essere prelevata in contanti. Dunque, queste regole consentono di utilizzare al meglio la carta dell’assegno di inclusione e di gestire ogni ricarica in base alle proprie esigenze con assoluta libertà e trasparenza.

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